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    Con riferimento all’articolo pubblicato dalla testata Corriere della Sera on line (corriere.it), di ieri 5 gennaio 2022, dal titolo: “Covid-19, focolaio alle Maldive: turisti italiani positivi, il virus ha violato il «corridoio sicuro”, evidenziamo che, dall’inizio della programmazione da parte degli operatori turistici a seguito dell’ordinanza sui “Corridoi Turistici Covid Free” emanata dal Ministero della Salute di concerto con le Associazioni del comparto, le sei destinazioni interessate – Aruba, Egitto (Sharm El Sheikh e Marsa Alam), Repubblica Dominicana, Mauritius, Maldive, Seychelles - hanno registrato cumulativamente l’arrivo di 26.606 turisti di cui 67 – ovvero lo 0,25% - risultati positivi. Per quanto riguarda in modo specifico le Maldive, registriamo 7.022 turisti di cui 42 - ovvero lo 0,60% - risultati positivi in loco prima del rientro in Italia.

    Non c’è mai un limite al peggio. Persino l’Unione Europea ci richiama all’ordine e ci chiede spiegazioni per decisioni unilaterali e incomprensibili che limitano la circolazione dei cittadini comunitari.

    ROMA, 15 dicembre - "Il premier Draghi dice che non c'è molto da riflettere. Bene, noi non entriamo nel merito delle motivazioni che hanno condotto il ministro Speranza all'adozione di questa ordinanza. Dopo quasi due anni di restrizioni ai viaggi chiediamo a Draghi solo una cosa: a fronte dell'ulteriore stretta servono subito indennizzi al settore del turismo organizzato, fatto di 13mila imprese e 86mila occupati a rischio. Subito. Lo pretendiamo per gli imprenditori, i collaboratori e le loro famiglie.

    Agenzie di viaggio e tour operator rappresentano l’unico comparto bloccato da 20 mesi. Servono interventi e sostegni specifici per salvare un settore che genera un volume d’affari di oltre 13 miliardi l’anno. Sono a rischio 13mila imprese e 86mila addetti

    ROMA, 9 dicembre - Non si può attendere un minuto di più: il comparto del Turismo Organizzato è l’unico a essere rimasto fermo durante tutta la pandemia. In pratica, quasi due anni che stanno impattando in modo drammatico sulla vita di imprese e lavoratori di un settore della nostra economia che fatturava 13,3 miliardi nel 2019, che ha visto un crollo a circa 3 miliardi nel 2020 e chiuderà il 2021 in una situazione ancora peggiore, probabilmente intorno ai 2,5 miliardi di ricavi, con una riduzione superiore all’80%. Andando più nel dettaglio, i viaggi degli italiani verso l’estero fanno segnare nel 2021 una flessione del 92% a causa della chiusura di quasi tutte le mete extra Ue, mentre il business travel ha perso tre quarti del suo giro d’affari e il settore eventi registra un tonfo dell’80%. Anche l’incoming organizzato è crollato, la presenza di stranieri ha subito un calo del 54,6%, mentre il turismo scolastico si avvia ad essere completamente azzerato per il terzo anno consecutivo.

    ROMA, 2 dicembre 2021 – “Siamo allibiti per la sostanziale scomparsa della proroga Cig a beneficio dei settori più colpiti dalla pandemia dal decreto Fisco-Lavoro, approvato in commissione e ora in Aula al Senato”. Lo dicono in una nota congiunta Fto - Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio, Aidit Federturismo Confindustria, Astoi Confindustria Viaggi, Assoviaggi Confesercenti, Fiavet Confcommercio, e Maavi Conflavoro.

    Dopo oltre 18 mesi di inattività forzata, la recente ordinanza ministeriale autorizza la riapertura di alcuni corridoi turistici, ma questo provvedimento non è sufficiente. E’ necessario che il Governo intervenga con urgenza su altre questioni imprescindibili alla ripartenza e sopravvivenza del turismo organizzato: dall’eliminazione del divieto a viaggiare per turismo in tutte le mete extra Schengen, come avviene in altri Paesi europei, al prolungamento della cassa integrazione, almeno fino a marzo 2022, fino ai necessari ristori per i periodi in cui il comparto è stato chiuso per decreto. Le Associazioni del Turismo, Organizzato - ASTOI, FTO, FIAVET, MAAVI, AIDIT, ASSOVIAGGI - si confrontano su questi temi e su come impostare le attività della ripartenza.

    ASTOI Confindustria Viaggi rinnova la richiesta al Governo, già presentata negli scorsi mesi, di eliminare il divieto di spostamento posto dall’art. 49 del DPCM del 2 marzo 2021 verso i Paesi dell’elenco E (mete extra Schengen).

    Già dalla scorsa settimana ASTOI Confindustria Viaggi ha chiesto chiarimenti al Ministero della Salute con riferimento all’impiego delle certificazioni verdi COVID-19 – c.d. Green Pass – previste dal D.L. 23 luglio 2021 n. 105, nelle strutture turistico ricettive.

    Direttive istituzionali confuse e contraddittorie e notizie allarmistiche e fuori controllo hanno indotto nella popolazione scoraggiamento e disorientamento.

    Il Turismo Organizzato si era attrezzato per una ripartenza, sebbene limitata a pochissimi Paesi. Erano aumentate le richieste di prenotazioni, in particolare verso l’Italia e, con l’introduzione del Digital Green Pass, anche verso alcuni Paesi Europei come Spagna, Grecia e Nord Europa.

     
    ASTOI Confindustria Viaggi, l’Associazione che rappresenta il 90% del mercato del Tour Operating in Italia, fornisce un aggiornamento a seguito dei casi di positività al Covid e quarantena registrati nei giorni scorsi fra gli studenti in vacanza studio sull’isola di Malta in viaggio con alcuni Tour Operator aderenti ad ASTOI, specializzati in vacanze studio all’estero.