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    News 2022

    I Ministri si sono confrontati su cinque priorità per la ripresa e la resilienza del turismo nella fase post-pandemica: sviluppo del capitale umano; innovazione e digitalizzazione, empowerment di  donne e giovani; contrasto al cambiamento climatico e economia circolare; governance ed investimenti. Le diverse posizioni sulla guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina, le cui conseguenze hanno colpito il settore turistico, non hanno consentito l’adozione di una dichiarazione ministeriale congiunta al termine dell’incontro. Si è però registrata una convergenza rispetto alle linee di azione proposte nelle “Linee Guida di Bali” per promuovere la ripresa con una particolare attenzione al ruolo delle micro, piccole e medie imprese ed ai benefici per le comunità locali.

    Dal monitoraggio trimestrale della società di consulenza Thrends, con il suo Chains Monitor Italy, relativo ai nuovi ingressi di hotel in catena e le recenti uscite, emerge che gli hotel entrati a far parte di una catena nel periodo gennaio – giugno 2022 sono 102, di cui il 67% appartenenti al segmento upscale. Settantuno sono stati, invece, gli hotel che hanno cessato la propria affiliazione in una catena nel corso del semestre, la maggior parte dei quali appartenenti anch’essi al segmento upscale (76%) e ad una catena domestica (66%).Nei prossimi anni (2022-2025) è in programma lo sviluppo e/o affiliazione di 158 hotel, di cui il 73,4% appartenenti a gruppi internazionali, e di cui: 5 hotel nel segmento economy; 13 hotel nel segmento midscale; 72 hotel nel segmento upscale; 63 hotel nel segmento luxury ed infine 5 hotel, il cui segmento di appartenenza non è al momento noto. Il 26,6% delle nuove aperture è rappresentato da hotel che entreranno a far parte di una catena domestica, mentre il restante 73,4% di catene internazionali: il 26,6% americane, il 12,7% francesi, il 6,3% inglesi. Le regioni che vedranno il maggior numero di nuove aperture sono il Lazio (22,8%), la Lombardia (20,3%), il Veneto (15,2%) e la Toscana (10,1%).

    Secondo un sondaggio internazionale condotto da Clia l’84% dei crocieristi ha intenzione di tornare presto in crociera: il 5% in più del 2019. Dallo studio condotto su oltre 4.000 persone in otto Paesi (Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Canada, Stati Uniti, Australia), emerge che i più entusiasti sono i giovani, con l’86% della Generazione X e l’88% dei Millennial che dichiarano di voler risalire presto a bordo. Tra coloro che non sono mai stati in crociera, il 67% dice di essere pronto a intraprendere questo tipo di viaggio (con un aumento dell’1,5% rispetto al 2019). Inoltre, mentre le compagnie proseguono con le iniziative di sostenibilità per arrivare a zero emissioni di carbonio entro il 2050, aumentano i viaggiatori che recepiscono questi cambiamenti e infatti dichiarano di avere una visione positiva dell’impegno del settore verso l’ambiente. In particolare, il 51% del campione (+9% rispetto allo scorso anno) dichiara e riconosce che il settore della crocieristica è leader assoluto per quanto riguarda la sostenibilità turistica.

    A fine anno, secondo i dati che verranno presentati durante la prossima edizione dell’Adriatic Sea Tourism Report, con le previsioni per il 2023,  sono previsti in Adriatico 3,3 milioni di crocieristi movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti), in crescita del 232% sul 2021 grazie a 2.936 accosti di navi da crociera (+195% sul 2021). Un dato positivo, certo, ma ancora lontano da quello del 2019, quando i numeri parlavano di ben 5,7 milioni di passeggeri movimentati nella medesima area. Il podio della classifica 2022 vede quindi Corfù al primo posto con oltre mezzo milione di passeggeri previsti e 411 toccate nave, davanti a Kotor (400 mila passeggeri movimentati e 440 toccate nave) e Trieste (380 mila passeggeri movimentati e 230 accosti). A livello di Paesi, la previsione per la chiusura d’anno vede quindi l’Italia confermarsi al primo posto per numero di passeggeri movimentati (1,36 milioni, pari al 40% del totale), davanti a Croazia (900 mila passeggeri) e Grecia (560 mila passeggeri). La Croazia, invece, registrerà a fine 2022 il numero più alto di toccate nave (995) davanti all’Italia (927) e al Montenegro (453). Tra gli altri dati del rapporto, si segnalano anche quelli sul segmento dei traghetti e degli aliscafi: i primi numeri dell’Adriatic Sea Tourism Report mostrano a fine 2022 nei porti adriatici quasi 18 milioni di passeggeri movimentati (+26% sul 2021 e risultato vicino ai 20 milioni – numeri record – registrati nel 2019).

    PiratinViaggio.it ha deciso di indagare il rapporto degli italiani e delle italiane con la tecnologia durante le vacanze estive, attraverso un sondaggio. A guidare la scelta della destinazione sono state soprattutto le ricerche online, principale fonte di ispirazione per il 57% del campione – in particolare, il 25% della Gen Z ha trovato l’offerta ideale grazie ai social. Il 15% è invece tornato in un luogo che già conosceva e il 14% ha seguito i consigli di persone fidate. Sorprendentemente, solo il 21% ha visto il prezzo come il fattore più importante al momento di scegliere l’offerta più adatta tra quelle di interesse, aspetto particolarmente rilevante per la Gen Z (28%), mentre scende al 16% nel caso dei Baby Boomers. Interessante anche notare come i genitori vi attribuiscano minor peso rispetto a chi non ha figli (18% vs 23%). A tal riguardo, è importante sottolineare come l’83% di coloro che lavorano da remoto sia riuscito a risparmiare grazie alla maggior flessibilità garantita dallo smart-working. Fondamentali invece le recensioni: l’86% dichiara di aver scelto l’alloggio in base alle opinioni dei vecchi clienti – abitudine leggermente meno diffusa tra i Baby Boomers, dove il dato scende al 71%.

    Secondo l’ultimo Barometro mondiale del turismo dell’Unwto,  gli arrivi di turisti internazionali sono quasi triplicati da gennaio a luglio 2022 (+172%) rispetto allo stesso periodo del 2021.Ciò significa che il settore ha recuperato quasi il 60% dei livelli pre pandemia. La costante ripresa riflette la forte domanda repressa di viaggi internazionali, nonché l’allentamento o la revoca delle restrizioni di viaggio fino ad oggi (86 Paesi non avevano restrizioni relative al Covid al 19 settembre 2022). Si stima che circa 474 milioni di turisti abbiano viaggiato a livello internazionale nel periodo, rispetto ai 175 milioni degli stessi mesi del 2021. Si stima, inoltre, che a giugno e luglio 2022 siano stati registrati circa 207 milioni di arrivi internazionali, oltre il doppio dei numeri visti negli stessi due mesi dell’anno scorso. Questi mesi rappresentano il 44% degli arrivi totali registrati nei primi sette mesi del 2022. L’Europa ha accolto 309 milioni di questi arrivi, pari al 65% del totale. Nell’analisi per macro-aree, l’Europa e il Medio Oriente sono le regioni che hanno mostrato la ripresa più rapida nel periodo gennaio-luglio 2022, con arrivi che hanno raggiunto rispettivamente il 74% e il 76% dei livelli del 2019.L’Europa ha accolto quasi tre volte più arrivi internazionali rispetto ai primi sette mesi del 2021 (+190%), con risultati sostenuti dalla forte domanda intraregionale e dai viaggi dagli Stati Uniti. La regione ha registrato una performance particolarmente robusta a giugno (-21% rispetto al 2019) e luglio (-16%), riflettendo un periodo estivo intenso. Gli arrivi sono saliti a circa l’85% dei livelli del 2019 a luglio. Anche la revoca delle restrizioni di viaggio in un gran numero di destinazioni ha alimentato questi risultati (44 Paesi in Europa non avevano restrizioni relative al Covid al 19 settembre 2022).

    Secondo i numeri divulgati da Eurostat,  comparando la prima metà dell’anno del 2022 con quella pre pandemica, il totale delle notti passate dai turisti nelle strutture ricettive dell’Ue è di 1.01 miliardi, contro l’1.18 miliardi del 2019. Paragonando, però, il 2022 a due anni prima la risalita è ancora più netta: nel 2020 parliamo di 474.7 milioni di notti trascorse; nel 2021 di 406.8 milioni. Tradotto: sul 2019 siamo sotto del 14%, mentre sul 2020 e 2021 siamo al +60 e 66%. Mettendo a confronto la prima parte del 2022 con quella dello scorso anno, il mese che ha registrato la migliore crescita è aprile, al +302% (44 milioni di notti nel 2021 contro le 177.6 milioni del 2022). Il dato interessante, inoltre, è quello che certifica la ripresa del turismo internazionale, chiaramente spinto dall’allentamento graduale delle restrizioni Covid che vede ora il mondo sostanzialmente riaperto. Sul miliardo di notti spese in Europa, 432.9 milioni riguardano i turisti stranieri, con una percentuale di crescita pari al 154% sul 2020 (170 milioni) e del 401% sul 2021 (86.4 milioni). Sul 2019, la decrescita è del 22%, e a livello domestico del 7%. In totale, nei primi sei mesi del 2022, 579.1 milioni di notti sono state spese da turisti domestici pari al 57%.

    Ripensare il turismo è lo slogan della campagna lanciata da Enit in occasione della Giornata Mondiale del Turismo. Coinvolte le regioni e le città d’arte in un racconto corale delle destinazioni narrate da insoliti punti di vista. Un lavoro durato mesi per raccontare a più voci le best destination italiane, con la prospettiva di chi vive il territorio ogni giorno ma soprattutto dal punto di vista di chi lo ama e ha imparato a scoprirne gli aspetti inediti. Oggi anche i canali Enit si popolano di contenuti con storie a tema per dar valore al patrimonio inesplorato italiano, con in testa le città d’arte e i loro meandri nascosti. Dal 27 settembre su italia.it e sui social contenuti e storie a tema.  E’ attiva una landing page per raccontare la giornata e per raccogliere tutti gli articoli realizzati sulla base degli input delle regioni e delle città d'arte (https://www.italia.it/it/giornata-mondiale-del-turismo-2022) Inoltre video di Sofia Goggia che invita a “viaggiare italiano” con i consigli speciali e – anche sui profili internazionali Enit – post dedicati alle spiagge del Bel Paese e al progetto per “arruolarsi” a presidio della loro integrità nonché il premio dell’Italia come best destination ai Times Awards.

    Il 27 settembre si è tenuta la Conferenza stampa di chiusura del 62° Salone Nautico Internazionale di Genova, la manifestazione organizzata da Confindustria Nautica e da I Saloni Nautici dal 22 al 27 settembre, un’edizione che ha capitalizzato il grande lavoro svolto dall’Associazione di categoria negli ultimi anni. Le dichiarazioni finali.

    Saverio Cecchi, Presidente Confindustria Nautica e I Saloni Nautici: “E’ stato un Salone Nautico non solo bellissimo ma soprattutto efficiente: in un momento eccezionale per la nautica che cresce del 31,1%, con un fatturato di 6,1 miliardi di euro e una forza lavoro che cresce del 9,7%, i visitatori sono aumentati del 10,7% a quota 103.812 (dato registrato alle ore 11:00 di questa mattina), soprattutto si sono chiusi contratti. Il merito va al grande lavoro di squadra, perché questo siamo insieme a tutta Confindustria Nautica, i Saloni Nautici, Regione Liguria, Comune e Camera di Commercio di Genova. Una squadra che da domani progetterà il Salone Nautico del 2023, in programma dal 21 al 26 settembre dell’anno prossimo e a cui non basta essere bravi, ma essere i migliori”.

    La settimana della Moda 2022 ha dimostrato come gli eventi internazionali siano un catalizzatore determinante per il turismo in ingresso. Global Blue, società leader nel settore del tax free shopping, ha infatti constatato come l’edizione appena conclusa abbia addirittura superato il pre-pandemia per quanto riguarda i valori della spesa tax free effettuata dai cittadini extra-Ue. Un risultato eccezionale, che mette alle spalle un periodo non facile per il mondo legato al travel-retail: a maggior ragione se si considera l’assenza dei russi e l’impatto meno incisivo dei cinesi, che invece prima della pandemia valevano il 40% del totale.