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    News 2022

    Continua il trend positivo del turismo internazionale

    L’Europa è la grande protagonista dei viaggi che gli italiani stanno programmando per il Ponte dell’Immacolata. È quanto emerge da un’analisi condotta da Volagratis.com sulle prenotazioni di pacchetti “volo + hotel” arrivate tramite la piattaforma, che quest’anno hanno fatto registrare un incremento di 35 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2021.

    L’ultimo studio presentato da Risposte Turismo, in occasione della terza tappa dello 'Shopping tourism in tour 2022', evidenzia come fra giugno e ottobre il tax free shopping in Liguria, Lombardia, Lazio, Sardegna e Piemonte abbia raggiunto valori pari, o addirittura superiori, rispetto ai dati pre-Covid. Il segmento nel suo complesso raccoglie 2 milioni di turisti in Italia, per una spesa di 2,6 milioni di euro registrata solo nelle città di Milano, Firenze, Venezia e Roma. Se 6 stranieri su 10 acquistano prodotti enogastronomici, anche il 15% dei business traveller ama sostenere una spesa di gratificazione.Lo shopping nel Belpaese incide per il 14% nelle motivazioni di visita dei brasiliani, ma rappresenta una voce sensibile anche per britannici (9%), statunitensi (8%) e tedeschi (8%).

    L’Istat conferma le previsioni del mese scorso  sull’andamento economico dell’Italia nel terzo trimestre dell’anno. L’economia italiana è cresciuta dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti e del 2,6% rispetto al 2021, con una crescita acquisita per tutto l’anno 2022 pari al 3,9%. Frena invece l’inflazione. La spinta economica arriva dalla domanda interna, in particolare dai consumi delle famiglie, con la crescita dei servizi al +0,9%. È il settore del turismo a trainare: commercio, trasporto, alloggio e ristorazione. Calano invece industria (-0,6%) e costruzioni (-2%). Crescono dell’1,8% i consumi, oltre il doppio degli investimenti fissi lordi (+0,8%). Il contributo netto della domanda estera netta risulta negativo per 1,3 punti percentuali. L’inflazione a novembre è invece in forte rallentamento su base mensile e stabile sull’anno. Sembra esaurita la spinta di accelerazione, grazie al calo dei beni energetici non regolamentati (tra cui rientrano carburanti per gli autoveicoli, lubrificanti e combustibili per uso domestico non regolamentati). 

    Secondo il monitoraggio di Assaeroporti prosegue il ritorno alla normalità nel traffico aereo italiano. Da gennaio a ottobre di quest’anno il sistema aeroportuale italiano ha registrato quasi 141 milioni di passeggeri, un aumento del +124% rispetto allo stesso periodo del 2021 e un -15% rispetto ai primi dieci mesi del 2019. C’è quindi un forte recupero, ed entro i primi mesi del 2023, secondo gli analisti del trasporto aereo, si potrebbe tornare ai livelli pre Covid. Meno consistente, invece, appare il dato parziale del mese di ottobre, con un movimento di circa 16 milioni di passeggeri pari ad un +51% rispetto all’ottobre 2021 e a un -6% rispetto allo stesso mese del 2019, ma in quest’ultimo periodo ha inciso non poco il rincaro delle tariffe e l’inflazione che ha compresso la domanda aerea in certe tratte solitamente trafficate.

    Secondo l’Airports Council International (Aci) l’Asia Pacifico sarà l’ultima regione i cui viaggi aerei recupereranno i livelli pre-pandemici. Il recente Outlook dell’Aci prevede infatti che la ripresa completa dell’area non avverrà prima della fine del 2024, mentre per il 2021 e il 2022 il totale di perdite di entrate degli scali della regione è stato calcolato in 41 miliardi di dollari. La strada della ripresa per questa porzione del mondo è ancora lunga: le stime indicano infatti che quest’anno l’Asia Pacifico raggiungerà solo il 55% dei volumi pre pandemia, non molto di più del 43,5% recuperato lo scorso anno. Un trend che contrasta nettamente con il ritmo della ripresa in Europa e Nord America, che si stima raggiungeranno rispettivamente il 70 e l’80% dei livelli del 2019. Nel complesso gli aeroporti dell'Asia Pacifico e del Medioriente quest’anno stanno gestendo meno della metà dei passeggeri rispetto al 2019, pur continuando a sostenere spese significative, motivo per cui stanno perdendo denaro.

    Un'analisi di ForwardKeys, partner di City Destinations Alliance, rivela  che gli ultimi dati riferiti alla  biglietteria aerea mostrano le città europee sulla buona strada della ripresa. Mentre la ripartenza dei viaggi internazionali in tutto il mondo nel quarto trimestre del 2022 è del 30% inferiore ai livelli del 2019, il continente europeo supera la media mondiale con un -24%. Questo rappresenta anche un'accelerazione rispetto al -30% registrato in Europa nel terzo trimestre. L’Europa meridionale registra sempre la performance migliore (-14% negli arrivi internazionali), ma anche altre parti del continente stanno riprendendosi terreno, come l’Europa settentrionale al -20% e l’Europa occidentale al -26%.

    Secondo i dati  di GobeNewswire il turismo culturale è in forte crescita e le previsioni del settore sono molto positive con un incremento del 160% e un fatturato di quasi 12 miliardi di dollari entro il 2028, con una crescita media annuale del 14,4% nel corso dei prossimi sei anni. Incoraggianti anche i dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo: almeno 4 turisti su 10 al mondo apprezzano i viaggi culturali e, nello specifico, secondo la Travel Agent Central più di 1 americano su 2 viaggia esclusivamente per conoscere nuove culture. Il settore ha conquistato anche social come Instagram e TikTok: l’hashtag #culturaltourism conta quasi 80 mila contenuti pubblicati su Instagram mentre su TikTok lo stesso hashtag ha 774mila visualizzazioni. 

    Ogni anno oltre 18 milioni di italiani scelgono una destinazione estera per trascorrere le loro vacanze generando ben 158,4 milioni di pernottamenti e una spesa turistica di quasi 15 miliardi di euro.  Se una quota di questi italiani optasse per una destinazione turistica nel Belpaese, secondo una ricerca dell’istituto Demoskopika, si produrrebbero circa 9 milioni di arrivi, oltre 31 milioni di presenze e un vantaggio per il sistema turistico nazionale pari a quasi 3 miliardi di euro all’anno.A spostarsi più abitualmente all’estero i turisti residenti in cinque sistemi regionali: Valle d’Aosta con un’incidenza percentuale, pari al 60%, dei turisti esterofili sul totale dei turisti residenti in quel territorio. A seguire Trentino-Alto Adige (44,8%), Lombardia (42,4%), Piemonte (39,9%) e Lazio (35,6%). Sul versante opposto, infine, i meno propensi agli spostamenti all’estero per trascorrere le vacanze risultano i residenti in Calabria (8,2%), Basilicata (13,1%), Sicilia (13,9%), Umbria (19,5%), Puglia e Molise (20,2%).

    L’Italia si posiziona al quarto posto nel mondo per i flussi di turismo internazionale con entrate pari a 21,3 miliardi di euro, in crescita del +22,7% sul 2020.  Con il 9% delle preferenze l’Italia è seconda solo alla Francia (11%) e a pari merito con la Spagna secondo le elaborazioni di Enit su dati Istat, Unwto (Organizzazione Mondiale del Turismo) e Banca d’Italia.Secondo l’Enit a novembre l’Italia presenta il più alto tasso di saturazione delle strutture prenotate tramite OTA fra i principali Paesi europei (37%), mentre la saturazione del non alberghiero è stimata al 39%; e nello stesso mese l’Italia presenta il più elevato incremento delle prenotazioni aeree internazionali verso il Paese, +65% sul 2021 a quota 392 mila.