Il turismo italiano perde, disperde o non riesce a trasformare in crescita stabile 12,6 miliardi di euro l’anno, pari allo 0,6% del pil italiano 2025: una stima centrale su base annua che, a seconda degli scenari considerati, può variare da 8,8 miliardi nell’ipotesi più prudente fino a 16,2 miliardi nello scenario più critico secondo il conto nascosto del “Toxic Tourism”, la prima stima economica annuale della ricchezza sottratta alle comunità locali dalle sei principali distorsioni del turismo individuate nel saggio “Il turismo non è destino.
Civitatis ha chiuso il primo trimestre 2026 con una crescita globale del 16,31%, con la Spagna a +18,43%, mentre TUI Musement registra una prima metà dell’anno fiscale superiore allo stesso periodo precedente.
Il trasporto ferroviario si conferma il vettore privilegiato per i flussi turistici della Generazione Z, un target che sta ridefinendo le dinamiche dei viaggi estivi all’insegna della condivisione e della flessibilità finanziaria.
Il turismo dei giovani si rivela un mercato tutt’altro che last minute, mostrando una spiccata maturità commerciale e una programmazione strategica che anticipa l’estate di oltre un mese e mezzo.
Secondo i dati predittivi elaborati da Booking.com, basati sulle ricerche di soggiorno effettuate tra il 1° gennaio e il 31 maggio per il mese di agosto 2026, la penisola si posiziona al primo posto assoluto al mondo tra le mete preferite dai viaggiatori internazionali, precedendo Spagna, Francia, Grecia e Croazia.