La semplice ricerca di tempo da trascorrere con la famiglia attraverso esperienze di viaggio più significative e in gruppi più piccoli è diventata prevalente nelle prenotazioni delle famiglie quest’anno, e i fornitori prevedono che questi comportamenti cresceranno nel 2024. Secondo un’indagine di Deloitte sui viaggi per le vacanze del 2023, i viaggi motivati dal tempo perso durante la pandemia sono scesi di sette punti tra l’estate e l’inizio della stagione dei viaggi per le vacanze, passando dal 19% degli intervistati al 12% Lo studio 2023 della Family Travel Association ha rilevato che tra i nonni intervistati, la motivazione principale per intraprendere un viaggio multigenerazionale è che si tratta di un ottimo modo per legare come famiglia (76%), seguito dal piacere di trascorrere del tempo prolungato con i nipoti (63%). L’82% degli intervistati ha dichiarato che i viaggi avvicinano la famiglia. Il tempo trascorso con i propri cari è stato il principale motivo di viaggio nell’indagine Deloitte, passando dal 47% durante l’estate al 58% alla fine di settembre. I viaggi celebrativi – viaggi incentrati su compleanni, lauree e altri traguardi – sono in aumento.
Il 2023 è stato un ottimo anno per il turismo italiano, che ha superato le cifre pre-Covid, precedenti al 2019. I dati certificati da OpenEconomics, dimostrano che il settore genera 255 miliardi di euro pari al 13% nostro Pil, con un effetto moltiplicatore del 2,5% e la creazione di 3 milioni di posti di lavoro fra diretti e indiretti. I dati del Centro Sudi di Firenze evidenziano un recupero del settore rispetto al periodo pre-Covid, con un 2023 che chiude con una presenza di turisti che supera i 445 milioni (+8% sul 2022), ma segnalano anche un superamento del dato del 2019.
Secondo l’Osservatorio Travel Innovation della School of Management del Politecnico di Milano il comparto ricettivo ha raggiunto quota 36,6 miliardi di euro nel 2023 e si stima potrà proseguire la sua crescita anche nel 2024, arrivando a un totale compreso tra i 37,2 e i 41,2 miliardi. Anche i trasporti dimostrano il recupero, raggiungendo un totale di 23,8 miliardi di euro nel 2023 e una previsione di crescita del 12% (6% nello scenario pessimistico, 18% in quello ottimistico) per il 2024. Parlando di arrivi internazionali a livello mondiale, il recupero sta arrivando, benché, ovviamente, in modo differenziato per area geografica. America e Asia Pacifico riscontrano ancora livelli decisamente più bassi di arrivi internazionali mentre per quanto riguarda l’Europa siamo al -6% rispetto al 2019, percentuale che ci offre comunque un buon segnale di ripresa. L’exploit è quello registrato dal Medio Oriente, con addirittura +22%. L’Italia segna un -11% nei flussi con però +15% di spesa. È l’opposto di quanto accaduto in Grecia, che registra +4% negli arrivi ma -11% di spesa. Da segnalare il Portogallo, dove la situazione è decisamente positiva: +11% di arrivi e ben +23% di spesa.
Secondo una ricerca commissionata da Trainline a Swg, l’82% dei connazionali apprezza viaggiare in treno. La percentuale sale all’87% tra gli intervistati dell’area metropolitana di Roma, leggermente superiore a quella dei milanesi (85%). Un italiano su 4 (23%) lo utilizza spesso per viaggi di piacere o per le vacanze. La percentuale sale a quasi il 40% se si considerano gli intervistati residenti nell’area metropolitana di Milano. L’amore degli italiani per il treno, soprattutto sulle tratte ad Alta velocità, è confermato anche dai dati Trainline: nel 2023, le tratte che hanno visto il maggior numero di passeggeri sono state: la Roma-Napoli; Roma-Milano; Roma-Firenze; Milano-Bergamo; Milano-Firenze; Milano-Como.
Il numero dei viaggiatori del polo passeggeri del gruppo Fs nel 2023 è cresciuto del 18% rispetto all’anno precedente secondo Trenitalia. I passeggeri nel 2023 sono stati 648 milioni e di questi circa 470 milioni hanno viaggiato sui treni di Trenitalia, mentre sui mezzi di Busitalia hanno viaggiato oltre 165 milioni di passeggeri. Sui treni e i bus di Ferrovie del Sud Est si sono mosse più di 12 milioni di persone, numeri molto vicini a quelli pre-Covid. A trainare è il turismo con i principali picchi nel periodo estivo e in quello delle festività natalizie.