La European Travel Commission (ETC) e Interrail hanno pubblicato il loro "Long-Haul Travel Barometer" (Barometro dei viaggi a lungo raggio) relativo al periodo settembre-dicembre 2026, monitorando le intenzioni, le preferenze e gli ostacoli riscontrati dai potenziali viaggiatori che pianificano spostamenti a lungo raggio.
Il Barometro analizza le intenzioni di viaggio verso l'Europa da sette mercati chiave oltreoceano: Australia, Brasile, Canada, Cina, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti.
L'edizione autunnale delinea uno scenario più cauto per i viaggi a lungo raggio. La metà degli intervistati intende effettuare un viaggio oltreoceano tra settembre e dicembre – una percentuale in calo rispetto al 55% registrato l'anno precedente – mentre, parallelamente, l'intenzione di visitare l'Europa è scesa dal 38% al 34%.
Nonostante il calo di entrambi gli indicatori, l'Europa continua a rappresentare circa due terzi dell'intenzione complessiva di intraprendere viaggi a lungo raggio.
Il sentiment di viaggio varia notevolmente da un mercato all'altro. L'interesse maggiore si riscontra in Cina, dove il 54% degli intervistati pianifica un viaggio in Europa; si tratta tuttavia di un dato inferiore del 15% rispetto a un anno fa, il che conferma una graduale flessione osservata negli ultimi due anni, man mano che l'impennata post-pandemica si normalizza.
Segue il Brasile con il 45%, un dato sostanzialmente invariato rispetto all'anno scorso. La Corea del Sud è l'unico mercato a registrare un incremento, passando dal 33% al 36%, sebbene tale variazione non sia statisticamente significativa.
La sostenibilità economica rimane il principale ostacolo ai viaggi a lungo raggio, sebbene la sua incidenza sia diminuita rispetto all'anno scorso. Tra gli intervistati che non hanno in programma un viaggio a lungo raggio, il 44% indica gli elevati costi di viaggio come motivo principale, un dato in calo di cinque punti percentuali.
Tra coloro che intraprendono viaggi a lungo raggio verso destinazioni al di fuori dell'Europa, il 30% considera i costi un ostacolo alla visita della regione, con una flessione di 12 punti. All'interno di questo gruppo, il 23% dichiara di preferire un'altra area geografica, mentre il 16% cita la scarsa disponibilità di tempo per le vacanze.
Le preoccupazioni di natura geopolitica restano di secondaria importanza: solo il 7% indica la guerra in Ucraina come motivo per non recarsi in Europa, mentre il 6% fa riferimento al conflitto in Medio Oriente.
Solo il 34% dei viaggiatori prevede di visitare un singolo Paese europeo, mentre il 66% intende includerne due o più. L'itinerario medio comprende 2,7 Paesi; tale cifra sale a 3,3 nel caso dei viaggiatori australiani, che pianificano i viaggi più estesi.
L'Europa meridionale e mediterranea rimane la meta principale, con il 67% dei viaggiatori che intende visitare quest'area. All'interno della regione, la Francia è la destinazione più citata (52%), seguita dall'Italia (35%) e dalla Spagna (25%).
Per gli spostamenti tra i vari Paesi, l'aereo resta l'opzione preferita: il 45% dei viaggiatori indica le compagnie aeree low-cost, mentre il 44% predilige le compagnie di linea tradizionali. Il treno segue però a breve distanza: il 40% intende utilizzare abbonamenti ferroviari (rail pass), mentre il 39% opta per biglietti per tratte specifiche.
Il 39% di chi viaggia in Europa – percentuale che sale al 43% tra chi visita il continente per la prima volta – considera l'Europa come un'unica destinazione. Questa percezione è particolarmente diffusa tra i viaggiatori giapponesi (68%) e sudcoreani (51%) ed è favorita dall'elevata connettività tra i Paesi, oltre che da elementi logistici condivisi, come una moneta comune e un sistema di visti unificato. La facilità con cui i viaggiatori possono esplorare più Paesi nel corso di un unico viaggio rappresenta un punto di forza fondamentale per la visione dell'Europa come destinazione unitaria.
(Per maggiori informazioni:https://etc-corporate.org/;https://www.interrail.com/i)
