Secondo una recente analisi di Cbre, oltre il 90% degli investitori alberghieri esprime l’intenzione di mantenere o incrementare i propri investimenti nel settore della ricettività durante l’anno.
In Italia, la vivacità del comparto è confermata da transazioni che hanno raggiunto circa 370 milioni di euro nel solo primo semestre del 2026. Di questa cifra, quasi 300 milioni di euro sono stati destinati a progetti di riposizionamento e riconversione delle strutture esistenti, a dimostrazione di un mercato che punta con decisione sul rinnovamento dell’offerta.
Nonostante lo scenario complessivo sia positivo, l’aumento dei flussi e degli investimenti non si traduce automaticamente in una crescita lineare dei margini di profitto. La “European Hotel Industry Survey” pubblicata da Deloitte evidenzia infatti come il miglioramento della redditività sia diventato la priorità strategica assoluta per i leader dell’ospitalità in Europa. Se da un lato la domanda è in ripresa e gli investimenti aumentano, dall’altro l’efficienza marginale fatica a tenere il passo. Questo divario costringe gli operatori a riflettere su modelli di gestione più mirati, superando la logica del semplice aumento dei volumi di visitatori.
Fino ad oggi, gran parte delle strategie aziendali si è concentrata sull’attrazione generica di visitatori internazionali. Tuttavia, le analisi di settore suggeriscono che la reale opportunità di crescita risieda nella segmentazione della clientela. Non tutti i flussi turistici generano infatti il medesimo valore economico per le strutture ricettive.
Alcuni segmenti di viaggiatori si distinguono per una capacità di spesa significativamente superiore alla media. Questo valore si esprime non solo nella scelta di camere di categoria premium, ma anche nell’utilizzo di servizi ancillari come la ristorazione d’eccellenza, gli acquisti nei canali del lusso, i servizi di benessere e le esperienze personalizzate, oltre a una permanenza media tendenzialmente più lunga. L’impatto di questa clientela si riflette direttamente sulla redditività complessiva e sul valore a lungo termine degli asset immobiliari.
In questo contesto, il segmento dei viaggiatori cinesi di fascia alta si conferma tra i più rilevanti per l’economia del settore. La mancata intercettazione di questa specifica domanda può rappresentare un costo opportunità considerevole per le imprese europee dell’ospitalità e del retail di lusso.
(Per maggiori informazioni: https://www.cbre.it/)
