Per il Ministero degli esteri il turismo delle Radici è un turismo pregiato, perché di persone alto spendenti: vengono nei periodi meno congestionati e restano 10 giorni in media, vale a dire tre volte di più rispetto a un turista medio.
Come dimostrano i dati, il turismo delle radici rappresenta un segmento in forte crescita nel settore turistico globale, capace di creare per l’Italia un flusso economico aggiuntivo stimato in 8 miliardi di euro annui. Il Veneto, l’Emilia-Romagna, il Lazio, la Campania, la Sicilia, la Calabria, l'Abruzzo e la Puglia sono tra le regioni più attrattive per questo turismo definito anche di ritorno. Interessando un bacino di viaggiatori compreso tra i 60 e gli 80 milioni di persone, costituisce una leva strategica e un’occasione di sviluppo, con ricadute dirette sui territori.
Lo scorso anno i viaggiatori delle radici hanno superato i 7 milioni, con una spesa di oltre 5 miliardi di euro. Un turismo di alto valore aggiunto.
I dati più recenti indicano che il turismo delle radici ha fatto registrare un incremento consistente negli ultimi anni: da 6,6 milioni di turisti nel 2024 a una previsione di oltre 7,4 milioni nel 2026. La spesa generata da questi viaggiatori è destinata a superare i 5,5 miliardi di euro.
(Per maggiori informazioni: https://www.esteri.it/it/servizi-opportunita/italiani-all-estero/turismo-delle-radici/)
