Anche nel 2025 l’Italia si conferma tra i protagonisti assoluti della meeting industry globale. Secondo la classifica ICCA 2025 (International Congress and Convention Association), il nostro Paese è al primo posto in Europa e al secondo posto a livello mondiale per congressi ospitati generando un impatto economico diretto di quasi 15 miliardi di euro.
La voce di spesa più rilevante è l’alloggio, che rappresenta il 44,6% del totale, pari a 5,12 miliardi di euro (+36,5% sul 2023). Seguono trasporti nazionali e regionali (2,61 miliardi), ristorazione esterna (1,80 miliardi) e trasporti locali (555 milioni). La spesa media giornaliera per partecipante raggiunge i 243 euro, che salgono a 301 euro per chi partecipa a eventi su più giornate. Anche la spesa nelle sedi registra una crescita significativa: per i 368 mila eventi ospitati in 5.590 venue italiane, il valore diretto generato è di 3,36 miliardi di euro (+19,5%). Le principali voci sono: catering e ristorazione interni (1,91 miliardi), allestimenti e tecnologie (699 milioni) e affitto degli spazi (575 milioni).
La crescita del comparto è sostenuta da tre pilastri fondamentali: sostenibilità (il 2025 ha segnato il passaggio definitivo dai criteri ESG “opzionali” a standard obbligatori per i grandi congressi internazionali), tecnologia immersiva (l’uso di realtà aumentata per la navigazione degli spazi espositivi e l’IA per il matchmaking tra delegati) e bleisure (la tendenza a combinare viaggi d’affari (Business) con momenti di svago (Leisure) ha favorito le destinazioni italiane). L’Italia, quindi, non è più solo una destinazione ambita per il suo fascino culturale e storico, ma è un vero e proprio benchmark operativo per l’intera industria mondiale.
Nel 2025 Roma è infatti entrata stabilmente nella Top 10 globale, risultando un polo congressuale d’eccellenza per la sua capacità di coniugare storia e innovazione, mentre Milano è leader per congressi corporate e innovazione tecnologica. La Capitale, nel 2025, ha ospitato 114 eventi, Milano 100, Bologna 43 e Firenze 38. L’efficacia del “modello Italia”, tuttavia, risiede nel suo policentrismo. Ad attrarre non sono solo i grandi centri, ma anche le città d’arte e i poli fieristici.
Inoltre, il patrimonio culturale e gastronomico italiano rende il nostro Paese la destinazione ideale per il turismo congressuale, che garantisce al settore tassi di occupazione alberghiera elevati anche nei giorni infrasettimanali e la stagionalità delle destinazioni urbane.
La sfida per il 2026 sarà mantenere questo primato attraverso il potenziamento dei collegamenti ferroviari ad alta velocità verso i centri minori, estendendo ulteriormente i benefici del modello policentrico.
(Per maggiori informazioni: https://www.iccaworld.org/)
