Secondo quanto emerge dalla sesta edizione dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours, che fotografa le recenti evoluzioni dei comportamenti di consumo nei principali mercati del Vecchio Continente, nel 2026 le intenzioni di viaggio mostrano un quadro complessivamente solido, ma con dinamiche differenziate tra vacanza e lavoro.

A livello europeo, il 31% delle persone prevede di spostarsi per motivi professionali, in calo di 5 punti percentuali rispetto al 2025, con una riduzione più marcata in Francia e Germania e un sentiment complessivamente prudente rispetto al contesto macroeconomico. L’Italia, invece, conferma la stessa frequenza di viaggi di lavoro del 2025 e mantiene il primato con il maggior numero di viaggi di lavoro previsti nel 2026, con il 27% dei rispondenti che indica da 1 a 4 trasferte, il 7% da 5 a 10 e il 6% oltre 10 viaggi di lavoro.
Sul versante leisure, le intenzioni di viaggio per l’anno in corso restano complessivamente stabili, con una leggera contrazione guidata ancora da Francia e Germania e un andamento più dinamico in Regno Unito e Italia. Nel Paese il 70% dei rispondenti prevede da 1 a 4 viaggi di vacanza, il 16% da 5 a 10 e il 7% oltre 10, mentre solo il 7% non ha in programma vacanze. Valori sostanzialmente allineati alle previsioni 2025, ma con un segnale importante di crescita nella quota di chi intende aumentare i viaggi di vacanza rispetto all’anno precedente, salita al 17% (contro il 13% che prevede di ridurli). L’auto è il principale mezzo di trasporto usato da chi viaggia per vacanza (72%), seguita dall’aereo (57%) e dal treno (47%) mentre l’auto (60%), l’aereo (50%) e il treno (55%) in relazione ai viaggi di lavoro. Segnali di cambiamento significativi nei comportamenti dei viaggiatori emergono dall’analisi delle nuove generazioni: la Gen Z si conferma un indicatore prezioso dei trend futuri, con il 53% del campione europeo che dichiara di essere influenzato dalla presenza di un evento nella scelta della destinazione di viaggio e il 61% è interessato a impiegare assistenti AI per pianificare un viaggio.
La ricerca individua una nuova tendenza: l’hybrid travel. A livello complessivo, il 44% dei rispondenti si dichiara potenzialmente interessato a combinare lavoro e vacanza all’interno dello stesso viaggio, con un picco dell’81% tra i business traveller. In questo scenario, l’Italia emerge tra i Paesi più dinamici: il 49% dei viaggiatori italiani si dice favorevole a formule ibride, una quota superiore alla media europea.
Tra le forme di hybrid travel, la workation raccoglie l’interesse del 24% del campione italiano, mentre il bleisure è indicato dal 22%. Il digital nomadism (16%) e il team bonding (14%) aggiungono ulteriori direttrici di sviluppo, soprattutto tra i profili più giovani e digitalmente avanzati.
Il fenomeno dell’overtourism si conferma uno dei driver più rilevanti nelle scelte di viaggio, ma l’impatto è percepito con intensità diversa nei Paesi europei: la Spagna registra il picco con il 49% di viaggiatori che segnalano un impatto abbastanza/molto negativo sulle esperienze recenti, mentre l’Italia si colloca subito dopo con il 47%, confermandosi uno dei mercati più esposti al sovraffollamento
Gli eventi si rivelano sempre di più fattori driver decisivi nelle scelte di viaggio. Complessivamente, il 39% dei partecipanti dichiara che la presenza di un evento influisce in modo rilevante sulla scelta della destinazione, con un fenomeno particolarmente marcato nei Paesi mediterranei. La Spagna raggiunge il 47% e l’Italia il 41%, confermando come il calendario di eventi culturali, musicali e sportivi sia un catalizzatore fondamentale della domanda turistica. Guardando alle intenzioni per il 2026, l’evento culturale – mostra, festival, spettacolo – è indicato dal 27% dei rispondenti europei come motivo per almeno un viaggio (e da un ulteriore 13% per più di un viaggio), mentre i concerti muovono il 26% dei viaggiatori almeno una volta (e il 14% più di una volta). Eventi sportivi e fieristici completano un quadro in cui la mobilità diventa sempre più event-driven.
L’Intelligenza Artificiale entra stabilmente nel processo di ispirazione, pianificazione e gestione dei viaggi. Il 56% del campione totale utilizzerebbe un assistente virtuale basato su AI per organizzare un viaggio: gli ambiti privilegiati sono i suggerimenti sulle esperienze in destinazione (34%), la scelta dell’alloggio (29%), della destinazione e del periodo di viaggio (27%) e la definizione dell’esperienza food (25%). Una quota pari al 17% impiegherebbe l’AI per identificare opzioni di viaggio più sostenibili e un altro 17% per monitorare lo stato di voli e treni, con la possibilità di ripianificare facilmente in caso di ritardi o disservizi.
Nel segmento leisure il prezzo resta il principale criterio di scelta del mezzo di trasporto per il 56% del campione, seguito dalla comodità (50%) e dalla durata complessiva del viaggio (37%). Il 41% dichiara che l’impatto ambientale è importante o molto importante nelle proprie scelte di viaggio, in calo di 6 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Tuttavia, i test neuroscientifici condotti mostrano un atteggiamento implicito di affinità con la natura e i temi ambientali in tutti i Paesi. Inoltre, solo un terzo dei partecipanti afferma di non aver mai compiuto scelte di viaggio pensando alla sostenibilità; nella Generazione Z la quota scende a un sesto. 

 

(Per maggiori informazioni: www.ey.com