Dal punto di vista turistico l’attrattività dell’Europa rimane invariata secondo l'European Travel Commission.
Il nostro continente continua a beneficiare di un’ottima reputazione globale in termini di sicurezza e stabilità, una reputazione che diventa ancora più importante per i viaggiatori in periodi di incertezza geopolitica come quello che stiamo vivendo.
L’ ultima ricerca sul sentiment dei viaggiatori internazionali, di inizio 2026, mostra che l’Europa si colloca tra i primi posti a livello mondiale per i principali indicatori della sicurezza, tra cui stabilità politica, sicurezza personale e resilienza ai rischi naturali.
Un sentiment che non è cambiato: anche per quanto riguarda il Medio Oriente non si prevede un’interruzione immediata della domanda dalla regione verso l’Europa. Nel breve termine, l’impatto sulla domanda turistica rimarrà relativamente contenuto. Occorre comunque tener presente che la richiesta di turismo in diversi mercati mediorientali è stagionalmente più bassa durante il Ramadan, il che significa che le attuali interruzioni coincidono con un periodo di viaggio naturalmente più tranquillo.
Più complicata si fa l’analisi guardando a medio termine: tutto dipenderà, infatti, dalla durata del conflitto. Se la situazione si stabilizzerà presto i flussi turistici globali tenderanno ad adattarsi e a riprendersi senza cambiamenti strutturali a lungo termine.
Per quanto riguarda l’Europa si potrebbe assistere a un aumento dei viaggi intraeuropei e la forte percezione di sicurezza dell’Europa potrebbe anche rafforzarne l’attrattività tra i viaggiatori internazionali.
Allo stesso tempo, però, non si possono ignorare fattori economici più ampi. Il protrarsi delle tensioni porterebbe infatti a un ulteriore rincaro dei prezzi del petrolio, aumentando i costi operativi delle compagnie aeree e portando a tariffe aeree sempre più elevate, in particolare sulle rotte a lungo raggio.
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