Nel 2025 Airbnb ha registrato oltre 114 milioni di arrivi di ospiti in Europa, generando un impatto economico di oltre 53,2 miliardi di euro sul Pil dell'Unione europea e sostenendo più di 904mila posti di lavoro.
Secondo un sondaggio europeo commissionato da Airbnb, l'84% degli italiani ha avvertito la necessità di soluzioni abitative temporanee, una percentuale superiore alla media europea dell'81%. Le principali motivazioni per cui le persone ricorrono agli affitti brevi includono la ricerca di una casa a lungo termine, motivi di studio, lavoro, accesso a cure mediche e formazione professionale.
Secondo la piattaforma di affitti, che inserisce questi dati nel contesto dell’Affordable Housing Action Plan in mano alla Commissione europea, il ruolo delle locazioni brevi in Europa supporta il reddito dei cittadini. Secondo un sondaggio tra gli host dell’Unione europea, l’80% affitta una sola casa intera, mentre quasi la metà (47%) afferma che il reddito generato dall’hosting li aiuta a potersi permettere di continuare a vivere nella propria abitazione.
Nel 2025, gli annunci su Airbnb di intere abitazioni occupate per 120 notti o più rappresentavano solo lo 0,13% di tutte le unità abitative nell’UE. In tutti i 27 Stati membri, tali annunci costituiscono meno dell’1% dello stock abitativo totale. Anche nelle 10 città più popolose dell’UE, la quota media rimane allo 0,37%, variando dallo 0,09% a Berlino allo 0,65% a Parigi.
(Per maggiori informazioni: www.airbnb.it)
