Dal Rapporto Unioncamere-Isnart emerge che si sono spesi oltre 5 miliardi di euro per trascorrere soggiorni all’insegna della salute e del benessere, di cui il 60% (pari a 3 miliardi) arriva da un turismo internazionale.

Internet si conferma il primo grande canale per prendere decisioni: 8 turisti su 10 decidono sulla base delle informazioni reperite on line, di recensioni e offerte promozionali. Un turista su 2 sceglie le destinazioni italiane per il buon rapporto tra qualità e prezzo dell’offerta di filiera.
Dalla ricerca è emerso come le destinazioni più competitive non sono quelle che offrono singoli servizi, ma quelle che riescono a costruire percorsi esperienziali coerenti, capaci di dare continuità e riconoscibilità alla vacanza all’insegna del benessere, legando assieme l’esperienza delle terme con la fruizione del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico del territorio.
In particolare, si stima come il turista in vacanza nelle destinazioni delle terme italiane abbia speso quasi 2 miliardi di euro solo per alloggio e ristorazione, cui si aggiungono 1,9 miliardi per acquisti di servizi termali, wellness e attività ricreative (cultura, eventi, divertimenti e intrattenimento per i vari target turistici) e 1 miliardo di euro per lo shopping (abbigliamento, calzature e accessori, enogastronomia e artigianato locale, altri prodotti del Made in Italy).
Merita evidenziare come 1 turista su 2 sia da considerarsi alto-spendente, con una spesa media pro-capite di 256 euro al giorno (circa 90 euro in più del turista medio termale); si tratta in prevalenza di Millennials (30,8%), che si muovono in coppia (49,4%) o con amici (17,5%) e scelgono località che offrono percorsi di benessere integrato, dalle acque termali, ai trattamenti, rigorosamente di qualità e personalizzati sulla base di esigenze ed aspettative.

(Per maggiori informazioni: https://www.unioncamere.gov.it/sites/default/files/articoli/2026-01/CSUnioncamereIsnart%20Evento%20terme%2021%20gennaio%202026%2021.01_0.pdf)