La piena ripresa del traffico aereo europeo arriverà un anno prima: nel 2024. Aci Europe stima il ritorno ai numeri pre Covid nel continente con un anno di anticipo rispetto alle previsioni rilanciate qualche mese fa dalla stessa associazione che raggruppa il sistema aeroportuale europeo.

Non solo, anche le stime per quest’anno vedono una rivalutazione: se lo scorso ottobre Aci Europe prevedeva di chiudere il 2022 con un -32% di volumi di traffico rispetto al 2019, ora la stima è scesa al -22%.


Una ventata di ottimismo anche se non bisogna abbassare la guardia perché ci sono comunque tre grossi nodi che possono rallentare nuovamente la ripresa: la crisi geopolitica dovuta al conflitto in Ucraina; la minaccia di nuove varianti Covid in autunno e la crisi energetica ed economica. E gli aeroporti più a rischio sono proprio quelli più grandi.

Tornando ai numeri, però, gli aeroporti europei avranno circa 540 milioni di passeggeri in meno rispetto al 2019, con conseguente perdita complessiva dall’inizio della pandemia di oltre 3,7 miliardi di passeggeri. Come ormai assodato, infine, il recupero del traffico continentale è guidato dal leisure e dall’enorme capacità messa in campo dai vettori low cost (Ryanair e Wizz Air in primis, ndr)

(Per maggiori informazioni: www.aci-europe.org)