Secondo l’Istat, nel quarto trimestre del 2025, il turismo in Italia è in crescita con un aumento tendenziale dell’1% degli arrivi – in ripresa dopo il lieve calo del terzo trimestre (-0,9%) – e del 2,9% delle presenze che confermano la dinamica positiva già osservata nel trimestre precedente (+2,5%). L’incremento tendenziale delle presenze è trainato dalla componente straniera (+5,1%), che rappresenta il 56,5% delle presenze totali.
Nel 2026, i viaggiatori privilegiano esperienze autentiche e personalizzate, secondo il report Travel Trends 2026 di Barceló Hotel Group, elaborato sulla base di un sondaggio realizzato attraverso i propri canali social, su oltre 9.000 viaggiatori provenienti da Spagna, Portogallo, Regno Unito, Germania, Francia e Italia.
Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, che ha generato la chiusura dello spazio aereo e la cancellazione di migliaia di voli, i Tour Operator ASTOI sono al lavoro per fornire assistenza ai propri clienti e garantire il rientro, ove possibile, anche tramite il trasferimento in luoghi dai quali si possano effettuare le riprotezioni, come ad esempio Muscat in Oman.
L’industria nautica italiana si conferma tra le filiere manifatturiere più rilevanti del Made in Italy per impatto economico, occupazione e capacità di attivazione lungo la catena del valore.
L’Intelligenza Artificiale non è più una frontiera tecnologica astratta, ma una leva operativa già capace di rivoluzionare i modelli di business, la gestione dei dati e l’esperienza dell’ospite nel comparto alberghiero.
Secondo Mabrian, che ha analizzato il comportamento e il sentiment dei viaggiatori di Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Stati Uniti, il conflitto in Medio Oriente ha danneggiato la percezione di sicurezza non solo delle destinazioni del Golfo coinvolte direttamente nell’attacco, Oman, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, ma anche di quelle vicine, come Egitto, Giordania e Turchia, per una sorta di ‘effetto contagio’.
Secondo Capital Economics la guerra smonta la percezione di sicurezza e stabilità fin qui proiettata dalle economie coinvolte e, se dovesse continuare, oltre alle distruzioni di breve termine potrebbe nel lungo periodo minacciare investimenti e sforzi di diversificazione.