Secondo l’ultimo rapporto della International Air Transport Association, a febbraio la domanda totale di passeggeri è aumentata del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Un dato che impressiona soprattutto se letto insieme al tasso di riempimento degli aeromobili (il cosiddetto load factor), che ha raggiunto l’81,4%: valore più alto mai registrato nel mese di febbraio.
L’espansione ha viaggiato su due binari paralleli, con il mercato domestico e quello internazionale capaci di registrare performance superiori alle attese. I voli interni hanno visto un incremento della domanda del 6,3%, supportato da una gestione quasi millimetrica della capacità offerta, mentre il traffico internazionale è salito del 5,9%. Questi numeri dipingono il quadro di un settore che gode di ottima salute nei suoi fondamentali, ma che si trova ora a dover navigare tra le incertezze scatenate dal conflitto in corso in Medio Oriente. Le ripercussioni concrete, tuttavia, sono già evidenti su diversi fronti. In primo luogo, il prezzo del cherosene è aumentato drasticamente, mettendo sotto pressione i margini già sottili delle compagnie aeree. Di conseguenza, i viaggiatori si trovano già di fronte a un inevitabile aumento del costo dei biglietti, mentre le aziende sono costrette a una ricalibrazione costante delle rotte. La reazione del mercato è stata immediata: le previsioni di crescita della capacità per il mese di marzo, inizialmente stimate oltre il 5%, sono state drasticamente riviste al ribasso, assestandosi su un più prudente 3,3%. 

(Per maggiori informazioni: www.iata.org)