Chi sceglie una casa vacanza nei borghi italiani tende a programmare il viaggio con largo anticipo, ma sono soprattutto i turisti stranieri a muoversi per tempo secondo quanto emerge dai dati interni diffusi da Ruralis, società attiva nella gestione di affitti brevi nelle aree interne con oltre 570 strutture gestite in tutta Italia.
Secondo l’analisi relativa alla primavera 2026 (aprile-giugno), gli ospiti internazionali prenotano mediamente con 99 giorni di anticipo, mentre gli italiani si fermano a 80 giorni, con uno scarto di quasi tre settimane che può incidere in modo significativo sull’occupazione delle strutture.
Quello che emerge con chiarezza è che i mercati esteri si muovono prima e con una disponibilità di spesa più alta.
Dal punto di vista dei volumi, gli italiani restano comunque il principale bacino di clientela, con circa il 59% delle prenotazioni. Tra i mercati esteri spiccano Stati Uniti (12%), Germania (9%) e Francia (8%), mentre il restante 13% è distribuito tra altri Paesi europei e internazionali.
Se si guarda invece alla capacità di pianificare con largo anticipo, la classifica cambia: i più previdenti risultano i britannici, che prenotano in media 128 giorni prima del soggiorno, seguiti da australiani (116 giorni), tedeschi (112), olandesi (108) e cechi (103).
L’analisi evidenzia anche alcune dinamiche della domanda: per aprile la finestra di prenotazione 2026 è sostanzialmente in linea con quella del 2025, mentre per maggio si registra un lieve accorciamento, fenomeno che secondo Ruralis potrebbe essere legato all’incertezza geopolitica internazionale.
Sul fronte delle preferenze, i filtri di ricerca più utilizzati per la primavera confermano il crescente peso dell’esperienza rispetto alla semplice localizzazione geografica. Tra le caratteristiche più richieste figurano piscina o idromassaggio, presenza di vigneti o attività nella natura e vista mare, elementi che definiscono il modo in cui i viaggiatori vogliono vivere il soggiorno nei borghi.
(Per maggiori informazioni: www.ruralis.com)
