Il mercato globale del trasporto aereo passeggeri ha registrato una lieve crescita dello 0,2% nel mese di luglio 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati diffusi dalla Iata.

Questo risultato è stato raggiunto nonostante i rallentamenti registrati in Nord America e in Medio Oriente, che sono stati compensati dal dinamismo dell’Europa e dall’andamento positivo di alcuni importanti mercati domestici.
La domanda globale di passeggeri, misurata in passeggeri-chilometro trasportati (Rpk), mostra un incremento più marcato, pari all’1,2%, se si esclude dal computo l’area del Medio Oriente. Parallelamente, la capacità totale, calcolata in posti-chilometro disponibili (Ask), è aumentata dello 0,3% su base annua. Il tasso di occupazione dei voli (load factor) si è attestato all’85,2%, registrando una flessione marginale dello 0,1% rispetto a luglio 2025.
Nei voli internazionali si è osservato un lieve calo dello 0,1% nel confronto annuale, dato che tuttavia si trasforma in una crescita dell’1,5% se non si considerano i vettori mediorientali. Nei collegamenti domestici, invece, la domanda è cresciuta dello 0,6%, a fronte di un aumento della capacità dello 0,2% e di un tasso di occupazione salito all’85,3%.
L’analisi geografica dei voli internazionali evidenzia andamenti divergenti tra le diverse aree del mondo. Le compagnie aeree europee hanno registrato un incremento della domanda del 3,1% rispetto a luglio 2025, con una capacità cresciuta del 3,2% e un tasso di occupazione dell’87,1%. All’interno di questo scenario, il traffico passeggeri tra Europa e Asia è cresciuto del 12,1%, confermandosi come il corridoio internazionale con la crescita più solida. Al contrario, i vettori del Nord America hanno registrato una flessione della domanda del 2,3%, accompagnata da una pari riduzione della capacità, con un tasso di occupazione fermo all’88,2%. Il corridoio transatlantico ha subito una contrazione del 2,2%, influenzata in particolare dal calo del traffico da e verso Regno Unito, Francia e Spagna. In flessione anche l’Asia-Pacifico, che ha segnato un calo dello 0,7% della domanda, pur migliorando il load factor all’84,5% grazie a una riduzione della capacità dell’1,7%.
In America Latina e in Africa si sono registrati invece segnali di crescita. Le compagnie latinoamericane hanno visto salire la domanda del 7,1%, mentre le aerolinee africane hanno segnato un incremento del 6,4%, pur a fronte di un aumento della capacità più sostenuto (+9,0%) che ha ridotto il tasso di occupazione al 74,1%. Rimane infine debole, ma in via di stabilizzazione, l’area del Medio Oriente, dove la domanda è scesa del 9,5% e la capacità del 5,8%. Si tratta comunque di una moderazione del trend negativo dopo i cali a doppia cifra registrati nella prima parte dell’anno.
Nel comparto dei voli nazionali, che rappresenta oltre un terzo del mercato globale, la crescita complessiva dello 0,6% è stata trainata principalmente dalle performance di Cina e Brasile. Il mercato interno cinese ha registrato un incremento della domanda del 5,3% rispetto a luglio 2025, mentre quello brasiliano è cresciuto del 6,0%, pur con una capacità salita in misura maggiore (+8,0%).
Segnali di contrazione sono giunti invece da altri mercati chiave. Negli Stati Uniti la domanda domestica è scesa dello 0,5%, un calo analogo a quello registrato in Australia. La flessione più consistente si è verificata in India, dove il traffico interno è diminuito del 6,3% su base annua, accompagnato da una contrazione della capacità del 6,0%. In leggera controtendenza il Giappone, che ha chiuso il mese con un incremento dello 0,9%.
Nonostante i fattori di rischio macroeconomici, le compagnie aeree mantengono un orientamento fiducioso per l’ultima parte dell’anno. Questa tendenza è supportata dalle decisioni di programmazione dei vettori, che per il mese di settembre prevedono un’espansione della capacità dei posti offerti vicina al 3%, segnalando l’aspettativa di una domanda ancora tonica nei mesi autunnali.

(Per maggiori informazioni: www.iata.org)