Il ciclo espansivo che ha sostenuto il travel italiano negli ultimi anni sta cambiando passo secondo la fotografia scattata dall’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano.
Il comparto nel 2025 continua a crescere nei segmenti dell’ospitalità e dei trasporti, ma con dinamiche molto più moderate rispetto al recente passato.
Il dato più significativo riguarda il business travel, che registra una flessione del 3% accompagnata da una riduzione del numero complessivo di trasferte. Non si tratta di una semplice oscillazione legata al contesto economico, bensì di un riassetto strutturale della domanda, sempre più orientata a razionalizzare, selezionare e concentrare gli spostamenti su ciò che genera reale valore.
Il settore sta passando da una logica di volume a una logica di valore. Le aziende non viaggiano meno perché rinunciano al confronto o alle relazioni ma perché scelgono con maggiore attenzione quando, come e perché farlo.
Nel frattempo, cresce rapidamente il ruolo dell’intelligenza artificiale. Un viaggiatore su tre utilizza già strumenti di Ai generativa per pianificare il viaggio e l’85% li considera fondamentali. Eppure, come evidenziato dall’Osservatorio, l’impatto reale dell’Ai nelle imprese resta ancora limitato: investimenti in aumento, risultati disomogenei, ritorni spesso difficili da misurare. È il cosiddetto Ai Paradox.
In questo contesto, il business travel smette di essere una funzione meramente operativa e diventa uno snodo strategico: incide su produttività, sicurezza, sostenibilità e benessere organizzativo. La riduzione delle trasferte brevi e ripetitive, a favore di viaggi più strutturati e ad alto contenuto relazionale, è un segnale di maturità del sistema.
La vera trasformazione non è tecnologica, ma decisionale. Non si tratta di viaggiare di più, ma di viaggiare meglio. E oggi questo è possibile solo mettendo dati, intelligenza artificiale e governance al centro delle scelte.
(Per maggiori informazioni: https://www.osservatori.net/travel-innovation/)
