In un contesto internazionale segnato da tensioni e incertezze geopolitiche, il modo di viaggiare degli italiani sta attraversando una trasformazione profonda secondo una ricerca condotta da YouGov su un campione rappresentativo della popolazione italiana.


L’instabilità internazionale incide sulle decisioni di viaggio. Il 64% degli italiani, infatti, dichiara di sentirsi meno sicuro oggi a viaggiare all’estero rispetto a un anno fa, con una percezione più marcata per le donne (70%) rispetto agli uomini (57%). Il 4% si sente invece più sicuro. Questo sentiment si traduce in comportamenti più prudenti: quasi un italiano su cinque ha già cambiato destinazione, mentre una quota analoga sta valutando di farlo. A questi si aggiunge un 31% che, pur confermando i propri piani, afferma di adottare un atteggiamento più cauto
Accanto alle mete tradizionali e di prossimità, una parte degli italiani continua a guardare oltre i confini europei, mentre altri scelgono temporaneamente di non viaggiare.
Nel dettaglio, il 27% prende in considerazione destinazioni extra-europee – tra Americhe, Asia, Africa e Medio Oriente – a conferma di un interesse ancora vivo verso esperienze di lungo raggio anche in un contesto complesso come quello attuale. Parallelamente, un ulteriore 8% dichiara di non avere in programma viaggi per il 2026.
Lo studio evidenzia una frattura generazionale. In particolare, Gen Z e Millennials, mostrano una maggiore apertura ai viaggi fuori dall’Italia, rimanendo però entro i confini europei: il 57% della Gen Z prende in considerazione Paesi dell’Unione Europea, contro il 41% della Gen X e il 31% dei Baby Boomers.
Anche le destinazioni a lungo raggio risultano più attrattive per le nuove generazioni, il 10% della Gen Z e l’8% dei Millennials sono interessati all’Asia, rispetto ad appena il 5% dei Boomers. La ricerca rivela che sono anche tra le generazioni più sensibili al contesto globale: il 42% della Gen Z dichiara di essere stato influenzato dalla situazione geopolitica, pur senza modificare i propri piani, ma adottando maggiore cautela, rispetto a circa il 29% di Gen X e Baby Boomers.
I Millennials emergono invece come la fascia più “reattiva”, con il 22% che sta considerando attivamente di cambiare destinazione, una quota superiore in confronto al 15% della Gen X e all’11% dei Baby Boomers.
Di contro, Gen X e Baby Boomers privilegiano viaggi domestici (fino al 77% tra i Boomers). I Baby Boomers risultano i più colpiti in termini di percezione del rischio: il 36% si sente “molto meno sicuro” a viaggiare all’estero rispetto a un anno fa, contro il 18% della Gen Z.
Se il costo complessivo del viaggio resta il principale driver di scelta per la maggioranza degli italiani (62%), la sicurezza del Paese di destinazione si consolida come secondo fattore chiave (44%). Dall’analisi emerge come la stabilità politica, pur indicata complessivamente dal 15% degli intervistati, acquisisca un peso specifico maggiore tra chi valuta mete extra-europee, dove raggiunge il 21-24%.
Il sondaggio mostra anche un cambiamento strutturale nel modo di viaggiare: cresce il bisogno di flessibilità nella pianificazione, aumenta l’attenzione alle informazioni in tempo reale e si rafforza la preferenza per destinazioni facilmente accessibili.
In questo scenario, la connettività diventa un elemento sempre più centrale per affrontare imprevisti, restare informati e gestire il viaggio in modo dinamico.

(Per maggiori informazioni: https://yougov.com/it-it)