Secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano” dell'Associazione Italiana Turismo Enogastronomico esiste un gap tra interesse verso alcune esperienze ed effettiva fruizione. Per esempio tra i percorsi a tema olio da percorrere individualmente c’è “un interesse del 64% e una fruizione dell’8%, con un gap del 56% tra domanda e offerta. Quando si parla di manifestazioni musicali all’interno delle aziende di produzione c’è un gap del 51%, interesse 61%, fruizione 10%, l’arte connessa ai luoghi di fruizione, cantine e frantoi, vede un gap del 49%. Nel caso dei percorsi a tema birra il gap è del 44%. La vendemmia turistica mostra un gap del 41%, il 53% degli italiani è interessato, ma ne ha fruito solo il 12%”.

Quanto al tema bike e gusto il rapporto rivela che esiste “un gap del 40%”. 

Le fonti di informazioni usate dal turista sono numerose, anche se tende a fidarsi soprattutto di parenti ed amici, che sono indicati dal 54% dei viaggiatori italiani. I social media si confermano importanti soprattutto per i più giovani, rispettivamente Facebook per i Millennials e Instagram per la Generazione Z.

Tra i mezzi indicati per fare promozione c’è l'uso del mezzo televisivo e la sua capacità di influenzare nelle scelte di vacanza, o meglio cresce l’influenza di film e serie tv ambientate in uno specifico territorio. Garibaldi riporta l’esempio dell’effetto “The White Lotus” a seguito del quale si sta assistendo ad un “copioso arrivo di turisti americani a visitare la parte delle cantine tra Taormina ed Etna, oppure l’azione di promozione esercitata dalla Pasta all’assassina per le Indagini di Lolita lo Bosco e a Bari si mangia questo piatto”.

(Per maggiori informazioni: www.robertagaribaldi.it)