Fare della longevità una prospettiva di salute e autonomia per le persone e, al tempo stesso, una leva di crescita per i territori.
È questa la sfida al centro dell’Assemblea di Federterme Confindustria, “Dove nasce la longevità: il futuro delle terme italiane”, che si è svolta il 21 ottobre al Museo Nazionale Romano, a Palazzo Massimo. Con 320 stabilimenti distribuiti in 19 regioni, il sistema termale italiano rivendica un ruolo strutturale nelle politiche per l’invecchiamento attivo, mettendo a disposizione competenze sanitarie, ricerca e una rete di imprese in grado di integrare cura, prevenzione, benessere e ospitalità. All’Assemblea sono intervenuti, tra gli altri, il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, il presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi e il vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo, Leopoldo Destro. Nel 2025 il settore ha registrato 24 milioni di presenze, generando un impatto economico superiore ai 5 miliardi di euro. Un comparto che contribuisce alle economie locali e presenta ulteriori margini di crescita grazie allo sviluppo del turismo della salute, dei servizi dedicati alla longevità e di nuove forme di residenzialità. La spesa media giornaliera del turista nelle località termali, al netto di viaggio e alloggio, raggiunge i 166 euro, contro i 94 euro della media italiana. Il presidente di Federterme, Renzo Iorio, ha sottolineato la necessità di riconoscere il sistema termale come componente strutturale delle politiche per l’invecchiamento attivo, creando le condizioni per valorizzarne appieno il potenziale a beneficio della salute e dello sviluppo economico dei territori. Il ministro Mazzi ha richiamato la crescente domanda di percorsi personalizzati che integrino salute, prevenzione e benessere, evidenziando il peso della componente internazionale, che genera il 60% della spesa. Nel suo intervento, il presidente Caputi ha posto l’accento sui contratti di filiera come strumento per rafforzare il sistema termale e valorizzarne il legame con i territori. Nessun settore ha un sistema territoriale integrato come quello termale, ha sottolineato. Le terme stanno vivendo una nuova stagione e dobbiamo proseguire su questa strada, superando anche quelle differenze culturali che per troppo tempo hanno frenato l’evoluzione del settore. Se pensiamo che il futuro delle terme possa basarsi soltanto sulle risorse del Servizio sanitario nazionale e sulle inalazioni, non andiamo lontano. Dobbiamo ampliare la prospettiva, investire in nuovi modelli di offerta e integrare salute, prevenzione, benessere e turismo. È così che il sistema termale potrà esprimere tutto il suo potenziale, contribuendo alla destagionalizzazione e alla crescita dei territori.
(Per maggiori informazioni: b.ongaro@federturismo.it)
