Il Wedding Tourism che prima dell’emergenza sanitaria nel 2019 faceva registrare 1 milione 783 mila presenze generate dall’organizzazione di 9.018 matrimoni di stranieri in Italia, per complessivi 486 milioni di euro di fatturato, è stato letteralmente massacrato dalla pandemia secondo i dati di un’indagine diJfc.
Dalla rilevazione emerge che i wedding specialists operanti nei mercati Usa e Gran Bretagna   hanno perso, nel corso del 2020, il 69,7% degli eventi ed il 78,9% di fatturato.  Il 59,2% dei wedding specialists di questi due mercati anglofoni dichiara di avere molta richiesta per l’Italia, purtroppo al momento impossibile da soddisfare.


Per il 45,2% la ripresa non sarà prima della primavera 2022, ma c’è anche una quota del 35,5% che prevede il ritorno in Italia addirittura in data successiva. Il 2020 ha purtroppo segnato un -87,3% di presenze ed un ancor più significativo -92,7% di fatturato rispetto ai dati dell’anno precedente, assestandosi pertanto a 35,5 milioni di fatturato generati da 226 mila presenze (rispetto agli oltre 486 milioni di fatturato e 1 milione 783 mila presenze del 2019).

(Per maggioriinformazioni: www.jfc.it)