Il  Piano Straordinario per il turismo si farà, lo  ha annunciato il direttore generale del Mibact, Flaminia Santarelli, intervenendo alla XIX edizione delle Giornate del Turismo, svoltasi il 26 ottobre in streaming con il coordinamento del professor Francesco Adamo e promossa da Geopress Onlus e dalla Università degli Studi del Piemonte Orientale. Ripartendo da sostenibilità, innovazione e accessibilità il Piano dovrà coniugare anche le nuove istanze emerse dall’emergenza Covid, ovvero sicurezza sanitaria, consapevolezza dell’ospite e flessibilità dell’offerta.

Si dovrà  lavorare a un progetto di rilancio insieme alle associazioni di categoria, come è stato stato fatto con il Pst, così come appronteremo un Piano di Promozione 2021 che ponga al centro il rilancio di tutte le attività turistiche, ragionando su quali tipi di turismi avremo nel post Covid, su quali priorità lavorare per allestire adeguati servizi turistici e per  attrezzare il territorio. Contestualmente predisporremo tutti gli aiuti necessari alle varie realtà della filiera, partendo dalle loro richieste, e quindi esaminando ed evadendo le 8mila istanze di contributi (su circa 12mila imprese che ci risultano operanti sul territorio) che abbiamo finora ricevuto solo dal comparto dei t.o. e delle adv.

Tra le sollecitazioni giunte dagli interventi delle  varie  associazioni quella di Alberto Corti,

coordinatore di Confturismo, che ha chiesto al Mibact di condividere con le associazioni l’enorme mole di dati che il Ministero ha raccolto in emergenza Covid, in merito alle varie imprese turistiche colpite dalla crisi. E questo per focalizzare ogni comparto e agire a loro sostegno. Ad esempio, nel solo settore del tour operating e delle agenzie di viaggi –

ha sottolineato Corti – nel primo semestre le perdite di fatturato hanno raggiunto i 7,5 miliardi di euro e non è esagerato pensare che a fine anno queste perdite arriveranno a toccare quota 15 miliardi.

Così come il Piano Straordinario, come ha evidenziato il Presidente di Assoturismo Vittorio Messina, dovrà  contenere alcuni urgenti provvedimenti, quali il riallineamento delle aliquote Iva, un costo del lavoro equiparato a quello di altri Paesi competitor turistici, il varo di un programma di formazione d’eccellenza per la riqualificazione delle figure che operano nel settore.

Gli ha fatto poi eco Marina Lalli, presidente di Federturismo, che ha precisato come ci aspettano due sfide davvero impegnative: la prima è la sopravvivenza delle imprese turistiche, la seconda è una pianificazione mirata e condivisa della nostra offerta che tenga conto dei cambiamenti che ci saranno nella fruizione della vacanza. Ci saranno, infatti, nuove esigenze nella mobilità, si svilupperà il turismo lento e avremo a disposizione sicuramente meno voli con pacchetti concentrati, almeno nei primi due anni, sulla destinazione Italia.

E a proposito della destinazione Italia, il professor Adamo ha ricordato come occorra una volta per tutte investire nel modello dei distretti turistici, con politiche di sviluppo territoriale che non dovranno essere più settoriali, ma coinvolgere tutti gli operatori che gestiscono i vari servizi turistici e della mobilità.

(Per maggiori informazioni: b.ongaro@federturismo.it)