Roma, 17 settembre 2026 – “Il fenomeno degli affitti brevi deve essere governato, soprattutto nei centri ad alta densità turistica, dove una crescita incontrollata rischia di alterare la residenzialità e l’identità stessa delle destinazioni. Per questo guardiamo con favore all’iniziativa del Comune di Napoli, che prova ad affrontare il problema con strumenti mirati e territoriali”, dichiara Federturismo Confindustria.
Pr Federturismo è però essenziale evitare contrapposizioni ideologiche. “Le locazioni brevi rappresentano una componente ormai strutturale dell’offerta turistica, in particolare nelle ampissime aree dove la copertura degli alberghi è molto scarsa e stagionale. Il mercato degli affitti brevi deve operare in un quadro di legalità, trasparenza e concorrenza leale. Servono controlli più efficaci sulla regolarità degli immobili, sugli obblighi fiscali e contributivi e sulla reale natura dell’attività esercitata”.
In questo quadro va riconosciuto il ruolo dell’ospitalità professionale: le imprese alberghiere investono stabilmente nei territori, creano occupazione, pagano imposte e contributi, rispettano vincoli urbanistici, di sicurezza e accessibilità e contribuiscono al decoro e alla qualità complessiva delle destinazioni. Quando l’attività di locazione breve assume dimensioni e caratteristiche imprenditoriali, devono quindi essere garantite condizioni di concorrenza comparabili.
Federturismo richiama però l’attenzione sul rischio che il futuro quadro europeo sull’abitare possa spingersi troppo avanti sul terreno della gestione della proprietà privata. “Le specificità italiane sono profondamente diverse da quelle di altri Paesi europei: oltre sette famiglie italiane su dieci vivono in una casa di proprietà e il patrimonio immobiliare rappresenta una componente fondamentale del risparmio del ceto medio”.
“L’Europa può fissare principi comuni su trasparenza, dati e legalità, ma le decisioni su come utilizzare e regolamentare il patrimonio immobiliare devono rimanere agli Stati e ai territori. La risposta deve essere più legalità, più offerta abitativa e una migliore distribuzione dei flussi turistici, non una disciplina europea uniforme e penalizzante della proprietà privata”.
