Il conflitto in Medio Oriente e il rincaro del carburante aereo frenano il turismo internazionale e la Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, ha tagliato drasticamente le previsioni di crescita per il comparto travel, che nel 2026 dovrebbe registrare un incremento di appena lo 0,2%. A marzo, l’outlook era per una crescita del 3,9%. Al tempo stesso, sono state migliorate le previsioni per il 2027, dal +5,5% al +9,2%.
Per i servizi di trasporto la crescita prevista per quest’anno si ferma allo 0,9%, in calo dal 2,6% previsto a marzo.
Nel secondo trimestre, la spesa dei viaggiatori all’estero è aumentata solo del 5% su base annua, in calo rispetto al 15% del primo trimestre. Gli arrivi di turisti internazionali sono diminuiti dello 0,8% nel secondo trimestre e, secondo i dati di Un Tourism, sono aumentati solo dello 0,4% nella prima metà dell’anno, a testimonianza di una contrazione degli arrivi turistici internazionali.
Il ridimensionamento del travel si inserisce in un quadro di rallentamento del commercio mondiale dei servizi, per il quale la Wto ha rivisto al ribasso le stime di crescita nel 2026, portandole dal precedente 4,8% al 3,3%. Per il 2027 è invece atteso un recupero, con un’espansione del 6,4%.
Il quadro appare decisamente diverso per il commercio di beni, le cui previsioni sono state addirittura migliorate grazie alla forte domanda di prodotti legati all’intelligenza artificiale. Un fenomeno che, secondo la Wto, sta contribuendo a compensare gli effetti negativi delle tensioni geopolitiche sul commercio mondiale. La Wto stima ora una crescita del 3,9% nel 2026, contro l’1,9% previsto a marzo. Restano elevati i rischi per l’economia globale, soprattutto per le conseguenze dei rincari energetici sul potere d’acquisto delle famiglie. Un fattore che potrebbe penalizzare ulteriormente la domanda di viaggi internazionali.
(Per maggiori informazioni: www.wto.org)
