Secondo una nuova ricerca di Mabrian e Data Appeal le destinazioni emergenti in regioni meno conosciute d’Europa stanno attirando un crescente interesse dei viaggiatori stranieri, contribuendo a guidare la diffusione sia stagionale sia geografica del turismo europeo.


Lo studio esamina le destinazioni emergenti che sei mercati esteri chiave (Australia, Canada, Cina, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti) stanno esplorando sempre di più in Europa, identificando modelli di viaggio che possono essere sfruttati come opportunità strategiche per i viaggi e il turismo europeo.
Secondo le previsioni della European Travel Commission e di Tourism Economics!, entro il 2029, oltre 1 viaggiatore su 10 che visiterà destinazioni europee proverrà da uno di questi sei mercati e metà di questi viaggerà dagli Stati Uniti.
Nel 2025, i posti disponibili sui voli diretti da questi mercati esteri verso destinazioni europee sono cresciuti del +5,2%, rendendoli più accessibili per la domanda di lungo raggio. Gli Stati Uniti, con oltre 36,4 milioni di posti sui voli verso destinazioni europee, sono il mercato estero meglio collegato, seguiti da Canada (8,7 milioni di posti) e Cina (6,8 milioni di posti). La capacità aerea è stata rafforzata dai mercati asiatici, in particolare da Cina e Giappone, aumentati lo scorso anno rispettivamente del +12,3% e del +9,2%; così come dall’Australia (+59,4%), che ha ancora una disponibilità limitata di posti per l’Europa.
Seguendo l’andamento della domanda globale verso l’Europa, anche i principali mercati esteri sono interessati a visitare le destinazioni più rinomate come Italia (Lazio, Toscana, Lombardia, Campania, Veneto e Sicilia), Spagna (Andalusia e Catalogna), Francia (Îlle-de-France) e Grecia (Attica). Queste 10 regioni rappresentano quasi un terzo (32,2%) del totale dei soggiorni dei viaggiatori stranieri nelle destinazioni europee nel 2025.
I dati Mabrian mostrano che le destinazioni che registrano la crescita più forte nella domanda di viaggiatori stranieri riflettono diverse tendenze distintive. In primo luogo, c’è un crescente interesse per il Nord, con regioni come la Finlandia meridionale, il Vestland in Norvegia o le aree settentrionali di Spagna (Galizia), Italia (Trentino-Alto Adige), Francia (Normandia e Alsazia) e Portogallo (Nord), che offrono alternative interessanti alle destinazioni più tradizionali tipicamente associate alle vacanze estive e ai climi più caldi.
Un’altra tendenza degna di nota è l’ascesa delle destinazioni dell’Europa centrale, comprese aree in Croazia e Polonia, insieme alla crescente popolarità di destinazioni costiere meno affollate in Grecia (Isole Ionie) e Turchia (Regione di Marmara). Infine, anche le destinazioni che rappresentano fortemente il patrimonio culturale europeo stanno riscuotendo un crescente interesse, come l’Anatolia centrale in Turchia e la Contea di Galway in Irlanda.
Mentre la cultura rimane una motivazione trasversale per i viaggiatori stranieri, la natura e il turismo attivo sono i principali fattori alla base della scelta di queste alternative.
L’analisi rivela un modello di viaggio moderatamente contro-stagione. I visitatori tendono a evitare i mesi di punta, in particolare luglio e, in modo ancora più marcato, agosto, preferendo i periodi di transizione. Questa tendenza è particolarmente pronunciata tra i viaggiatori provenienti dai mercati asiatici, evidenziando opportunità di marketing della destinazione e di pianificazione della capacità al di fuori del tradizionale picco estivo.
In termini di composizione del gruppo di viaggio, i visitatori provenienti da Stati Uniti, Canada e Australia viaggiano prevalentemente in coppia, riflettendo modelli simili a quelli dei viaggiatori europei. Al contrario, i viaggiatori singoli rappresentano un segmento chiave per i mercati asiatici e rappresentano la quota maggiore tra i visitatori giapponesi e sudcoreani, seguiti dalle coppie, evidenziando comportamenti di viaggio distinti e specifici per ogni mercato.
Tra i viaggiatori cinesi, il 16,5% visita queste destinazioni per lavoro, rispetto al 10,5% dei giapponesi e al 9,4% dei sudcoreani, il che indica che, sebbene i viaggi d’affari siano un segmento rilevante da considerare, la domanda dei viaggiatori singoli si estende oltre i viaggi di lavoro.
In termini di preferenze per la categoria alberghiera, la quota maggiore di ospiti a 5 stelle è rappresentata da americani (5,7% del totale degli ospiti) e giapponesi (5,3%). Mercati come Canada, Stati Uniti, Cina e Corea del Sud presentano una quota simile di ospiti che scelgono hotel a 3 e 4 stelle, mentre gli alloggi a 4 stelle detengono la quota di domanda maggiore per australiani e giapponesi.

(Per maggiori informazioni:https://datappeal.io/it/;https://mabrian.com/;https://www.tourismeconomics.com/)