Federturismo Confindustria accoglie con favore la pubblicazione di ieri del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che rende operative le risorse del Fondo Investimenti destinate al Ministero del Turismo guidato da Gianmarco Mazzi, confermando l’attenzione del Governo verso lo sviluppo del settore e dei territori, anche se si rileva per ora una esiguità delle risorse stanziate considerato il periodo di applicazione 2027-2036.
Le misure previste rappresentano un primo segnale per la valorizzazione delle destinazioni turistiche, dei piccoli comuni, delle isole minori, dei cammini religiosi e degli impianti di risalita, contribuendo a rafforzare l’attrattività del Paese, un uso più equilibrato del territorio, una differenziazione dell’offerta.
Il turismo italiano sta tuttavia affrontando una fase di profonda trasformazione mirando alla destagionalizzazione e ai nuovi turismi. La crescente competizione internazionale, la transizione digitale ed ecologica, l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale, la sostenibilità e la necessità di innalzare gli standard qualitativi richiedono investimenti sempre più consistenti da parte delle imprese del sistema.
Federturismo Confindustria, che rappresenta l’unica filiera integrata del sistema turistico italiano, fa appello al Presidente Giorgia Meloni e al Ministro Giorgetti, al Ministro Foti, affinchè inseriscano, nell’ambito dei prossimi provvedimenti di finanza pubblica e della programmazione delle risorse nazionali ed europee, un rafforzamento degli strumenti destinati agli investimenti dell’intera filiera turistica gestiti dal Ministero del Turismo evidenziando la necessità di supportare anche la qualificazione delle risorse umane.
Federturismo Confindustria conferma la piena disponibilità a collaborare con il Governo per individuare strumenti sempre più efficaci a sostegno dell’economia stellare del settore per garantire stabilità occupazionale, uso equilibrato dei territori, destagionalizzazione dei flussi, sostenibilità delle attività turistiche, evidenziando anche che un posto di lavoro stabile nel turismo richiede un investimento significativamente inferiore rispetto ad altri comparti.
