Federturismo Confindustria esprime forte preoccupazione per il crescente ricorso a toni allarmistici nella narrazione mediatica di episodi sanitari e ambientali che, allo stato attuale, non presentano elementi tali da giustificare campagne di allerta generalizzata o rappresentazioni distorte della realtà.

In particolare, desta perplessità il modo in cui alcune notizie relative a casi sospetti registrati a bordo di una nave da crociera siano state presentate all’opinione pubblica, associando impropriamente il settore crocieristico a scenari epidemici senza che vi siano evidenze scientifiche o indicazioni delle autorità sanitarie competenti in tal senso.

Analogamente, riteniamo necessario evitare approcci sensazionalistici anche su altri temi che riguardano il turismo e la mobilità, come nel caso del dibattito sulle emissioni e sul jet fuel nel trasporto aereo, rispetto ai quali il confronto pubblico dovrebbe svilupparsi su basi scientifiche, dati verificati e valutazioni equilibrate, senza alimentare paure o semplificazioni fuorvianti.

Le crociere rappresentano oggi uno dei comparti turistici più avanzati sotto il profilo della sicurezza sanitaria, dei protocolli di prevenzione e del controllo medico a bordo. Allo stesso modo, il settore del trasporto aereo e l’intera filiera turistica sono impegnati da anni in percorsi concreti di innovazione, sostenibilità e adeguamento agli standard internazionali più avanzati.

Alimentare paure irrazionali rischia non solo di danneggiare filiere industriali e occupazionali strategiche per il Paese, ma anche di generare confusione nei cittadini e nei consumatori.

Federturismo richiama tutti gli operatori dell’informazione, gli opinionisti e i commentatori pubblici a un esercizio di responsabilità, equilibrio e rigore scientifico, soprattutto quando si affrontano temi che incidono direttamente sulla percezione della sicurezza e sui comportamenti collettivi.

L’informazione corretta rappresenta un presidio fondamentale della democrazia. Per questo, l’enfatizzazione di notizie ancora incerte o prive del necessario contesto rischia di produrre effetti distorsivi e ingiustificati sul tessuto economico e sociale del Paese.

Il turismo italiano ha già conosciuto le conseguenze economiche e sociali di una comunicazione dominata dalla paura. Oggi più che mai serve responsabilità: informare correttamente significa tutelare insieme salute pubblica, fiducia dei cittadini ed equilibrio economico del Paese.

Roma, 14 maggio 2026