Secondo il rapporto di Etc ( European Travel Commission) la crescita del turismo europeo rimarrà al di sotto dei livelli del 2019 fino al 2023, nello specifico  i viaggi in Europa dovrebbero quest’anno subire una flessione del 54% rispetto al 2019.
Durante i primi quattro mesi del 2020, l'Europa ha registrato un calo del 44% degli arrivi di turisti internazionali rispetto al stesso periodo nel 2019 e  la perdita di posti di lavoro nel settore turistico in Europa nel 2020 potrebbe essere compresa tra i 14,2 e i 29,5 milioni.


L'incertezza domina ancora le scelte degli addetti di settore e la durata delle restrizioni causa pandemia sarà fondamentale per determinare le perdite a medio termine. I dati comunicati dalle destinazioni per i mesi di aprile e maggio riflettono il forte calo subito, con la Croazia (-86%) Cipro (-78%) fra le mete in maggiore difficoltà, proprio come l'Italia e il Regno Unito. Nonostante il forte calo dell'Islanda (-52%) negli arrivi, il rigoroso sistema di tracciamento ha permesso all'Isola di aprire con fiducia i confini ai viaggi internazionali questa estate.
A livello globale, gli ultimi dati disponibili hanno mostrato un calo del 96,9% delle prenotazioni in Europa nel periodo gennaio-maggio 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Ma uno spiraglio di luce comincia a intravedersi, poiché si segnala un incremento nella prenotazione dei voli per destinazioni come Grecia, Portogallo e Spagna per luglio e agosto.

(Per maggiori informazioni: www.etc.org)