Tra gli italiani c’è ancora voglia di vacanza, tanto che il 69% dei nostri concittadini pensa di concedersi almeno un viaggio nei prossimi 12 mesi. Una percentuale che aumenta sensibilmente, arrivando all’80%, tra coloro l’anno scorso che hanno sperimentato un soggiorno open air. Segno che la vacanza outdoor è considerata una risposta privilegiata alle esigenze di sicurezza e distanziamento sociale di questa strana estate in arrivo.

E’ il risultato più significativo dell’ormai tradizionale Osservatorio del turismo outdoor, realizzato da Human Company in collaborazione con l’istituto Piepoli giunto quest’anno alla sua terza edizione. Negli ultimi anni si è modificato il profilo del turista open air: a praticarlo sono oggi soprattutto uomini (il 45% del totale degli intervistati contro il 40% del totale tra le donne), compresi nella fascia d’età tra i 35 e i 64 anni (53%) e in misura abbastanza uniforme tra i residenti delle diverse regioni italiane. L’anno scorso, il fatturato del turismo all’aria aperta in Italia si è attestato intorno agli 8,5 miliardi di euro (di cui 5,2 miliardi per servizi ricettivi e 3,3 miliardi per quelli di ristorazione), con una quota di arrivi tricolore nella Penisola pari al 25% del totale: dei quasi 80 milioni di viaggi degli italiani in patria e all’estero nel 2019 (dati Istat), 20 milioni si sono infatti tradotti in soggiorni outdoor, per un totale di 92 milioni di pernottamenti, pari al 23% del totale.

( Per maggiori informazioni: www.humancompany.com)