Per le imprese turistico-ricettive, soprattutto le più piccole, gli oneri amministrativi rappresentano una zavorra che limita fortemente il loro sviluppo e la loro competitività. La ricerca presentata dal Dipartimento della Funzione Pubblica al Forum PA 2026 mette nero su bianco il peso economico degli adempimenti: 826 milioni di euro l’anno su 228.552 micro e piccole imprese fino a 49 addetti, alberghiere ed extra-alberghiere.
Il costo amministrativo si divide tra 606 milioni (73%) per consulenti esterni e 219,5 milioni (27%) per il personale interno, il cui lavoro assorbe oltre 1 milione di giornate l’anno. L’impatto economico medio annuo per impresa è di 3.613 euro, con un massimo teorico di 14.321 euro nel caso di tutti gli adempimenti mappati.
Tra le voci più onerose per il sistema, ci sono la comunicazione delle generalità degli ospiti, quella dei movimenti turistici a fini statistici, l’accesso agli incentivi e la gestione del lavoro stagionale: costi che derivano da attività frequenti e ripetitive più che da procedure complesse. I primi cinque adempimenti più costosi per singola azienda sono la SCIA antincendio (1.792 euro), la dichiarazione dei redditi più IRAP (1.473 euro), la sicurezza sul lavoro – DUVRI (810 euro), le comunicazioni IVA (711 euro) e il nulla osta piscine (699 euro).
(Per maggiori informazioni: https://www.funzionepubblica.gov.it/it/il-dipartimento/)