Il 3 ottobre è stata presentata a Roma la decima edizione del Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione “I media siamo noi. L’inizio dell’era biomediatica.” Secondo i risultati della ricerca continua il calo costante dei lettori della carta stampata: -2,3% nell’ultimo anno. In controtendenza solo le testate online che contano il 2,1% di contatti in più, perdono lettori (-11,8%) la free press, i settimanali (-1%) e l'editoria libraria (-6,5%). Ormai meno della metà degli italiani legge almeno un libro all'anno (il 49,7%), anche se si segnala un +1% per gli e-book.

Tra i giovani la disaffezione per la carta stampata è più accentuata: tra il 2011 e il 2012 i lettori di quotidiani tra i 14-29 anni sono passati dal 35% al 33,6%, quelli di libri dal 68% al 57,9%. Cresce il traffico dei portali web d'informazione, utilizzati ormai da un terzo degli italiani (il 33% nel 2012): Tra gli altri media, tiene la televisione, che ha un pubblico che coincide sostanzialmente con la totalità della popolazione: il 98,3% (+0,9% rispetto al 2011), ma si diversificano i modi di guardare la televisione. Si consolida il successo delle tv satellitari (+1,6%), della web tv (+1,2%) e della mobile tv (+1,6%). Oggi un quarto degli italiani collegati a Internet (il 24,2%) ha l'abitudine di seguire i programmi sui siti web delle emittenti televisive e il 42,4% li cerca su YouTube per costruire i propri palinsesti su misura. Queste percentuali aumentano tra gli internauti di 14-29 anni, salendo rispettivamente al 35,3% e al 56,6%. Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione di massa: l'ascolta l'83,9% della popolazione (+3,7% in un anno). Ma sono sempre più importanti le forme di radio che si determinano all'intersezione con la rete: la radio ascoltata via web tramite il pc (+2,3%) e per mezzo dei telefoni cellulari (+1,4%), che stanno soppiantando un mezzo digitale di prima generazione come il lettore portatile di file mp3 (-1,7%). Proprio i telefoni cellulari (utilizzati ormai dall'81,8% degli italiani) aumentano ancora la loro utenza complessiva (+2,3%), anche grazie agli smartphone (+10% in un solo anno), la cui diffusione è passata tra il 2009 e il 2012 dal 15% al 27,7% della popolazione e oggi si trovano tra le mani di più della metà dei giovani (54,8%). Questi ultimi utilizzano anche i tablet (13,1%) più della media della popolazione (7,8%). Internet è il mezzo con il massimo tasso di incremento dell'utenza tra il 2011 e il 2012 (+9%), arrivando al 62,1% degli italiani (erano il 27,8% dieci anni fa, nel 2002). Il dato sale nettamente nel caso dei giovani (90,8%), delle persone più istruite, diplomate o laureate (84,1%), e dei residenti delle grandi città, con più di 500.000 abitanti (74,4%). Gli iscritti a Facebook passano dal 49% dello scorso anno all'attuale 66,6% degli internauti, ovvero il 41,3% degli italiani e il 79,7% dei giovani. YouTube, che nel 2011 raggiungeva il 54,5% di utenti tra le persone con accesso a Internet, arriva ora al 61,7%, pari al 38,3% della popolazione complessiva e al 79,9% dei giovani. Nel corso dell'ultimo anno, il 37,5% di chi usa lo smartphone ha scaricato applicazioni e il 16,4% lo fa spesso.

(Per maggiori informazioni: www.censis.it)